Uno strano quartiere

Jeudith vive in una zona residenziale, circondata da un tondo – il tutto sarà un paio di chilometri di diametro – di rete metallica, a cui si accede da un solo punto controllato da un portiere-guardiano.

Sta un po’ in the middle of nowhere, circa a metà strada fra Tel Aviv e Gerusalemme. È una casa bassa – tutte qui intorno lo sono – calda ed accogliente.

L'esterno della casa di Jeudith

L'interno della casa di Jeudith, dove ci ha ospitato

La sensazione all’arrivo è comunque di spaesamento: una trascuratezza generale, data dal fatto che non tutti gli edifici – sembrano tanti cubi variamente combinati – sono abitati, alcuni sono in costruzione, altri sembrano in abbandono, e tutto questo proprio nello spazio immediatamente circostante la casa di Jeudith.

di fronte alla casa di Jeudith

di lato alla casa di JeudithI due cani che si annusano attraverso le sbarre mi suggeriscono facili metafore sulla condizione di questi popoli.

Una risposta a Uno strano quartiere

  1. Viva Israele scrive:

    Il luogo dove vive Jeudith è necessariamente circondato da una recinzione e l’ingresso vigilato da una guardia di sicurezza per evitare eccidi da parte degli arabi perchè la prevenzione è la migliore difesa anche se poi non sempre funziona: mai sentito parlare della strage di Itamar? Ma si la famiglia Fogel, padre, madre e tre bambini sgozzati nel sonno (la più piccola Hadas di 3 mesi, Elad di 4 anni e Yoav di 11) ….
    Il fatto che gli israeliani vivano nel terrore non sembra sconvolgerla più di tanto, o che siano costretti a mandare i figli a scuola in autobus diversi per evitare di perderli tutti in un attentato

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