Saluti

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Arriva in motorino: bello, scaciato, abbronzato, sportivo, venticinque anni e sorriso da tomcruise.

È in ritardo.

Lo sta aspettando, davanti alla grande libreria, una trentanni in tailleur elegante, borsa e scarpe di Prada. Classe vera, altroché.

La guarda ammirato e aggiunge:

Il broncio della ragazza degrada in un sorriso.

Il ragazzo si toglie il casco per appoggiare un bacio labbra labbra, lei si sottrae senza parere e lo saluta guancia guancia.

Il ragazzo chiede:

Il ragazzo scende, mette il cavalletto, tira fuori il secondo casco. La ragazza se lo infila. Lui sale dietro.

Partono: pochi vicoli e parcheggiano davanti ad un albergo di lusso.

Entrano tenendosi per mano. La ragazza – alla reception la salutano – ha l’aria di chi ha dimestichezza con l’ambiente. Lui, di chi sa adattarsi all’istante alle situazioni.

Escono sulla terrazza, da cui si gode una vista mozzafiato della città. Si siedono, lei ordina per tutti e due, lui la lascia fare divertito. Mangiano di gusto.

La ragazza sembra avere un’aria mesta.

Il ragazzo ha l’aria interrogativa ma chi se ne frega. Come a dire se a te adesso sta bene così…

La ragazza sospira.

Arriva il cameriere. È anziano, molto professionale.

Ha risposto lei, naturalmente. Lui la guarda ironico e appena il cameriere si allontana le fa il verso.

La ragazza gli prende la mano sotto al tavolo. Si morde il labbro inferiore. Lo guarda con aria innamorata. Lui si schernisce, poi sfila la mano e, prima che lei protesti, le allunga una carezza sul viso attraverso il tavolo. Nell’impaccio, fa rovesciare un bicchiere d’acqua.

Arriva subito il cameriere a tamponare con un tovagliolo.

Il cameriere si allontana.

Ridono insieme.

Si alzano, posano i tovaglioli sul tavolo.

La ragazza fa un cenno al cameriere come a dire metta pure sul conto.

Escono. Sono davanti al motorino.

Lei gli dà un bacio appassionato, che lui ricambia, sorpreso.

Si staccano.

Lui si rimette il casco e svolazza intorno al motorino con la bocca a cuoricino e l’aria dell’uccellino inebriato.

Lei ride.

Lui parte.

La ragazza gira l’angolo e ferma un taxi.

Sul taxi, apre la borsa, controlla il biglietto: New York, mancano tre ore all’imbarco. Parla al telefonino.

Chiude il telefonino. Lo spegne. Appoggia la testa allo schienale.
— Le darò una buona mancia ma lei, sia gentile, vada piano. Vada molto piano, per favore.

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5 risposte a Saluti

  1. Lorenzo scrive:

    Che tristezza che mi ha fatto venire…Stefano…le donne!

  2. carmelo scrive:

    Questo racconto mi è piaciuto veramente tanto. Il linguaggio è giovane immediato incisivo, ti fa subito “vedere” i due protagonisti. Un bel quadro. E alla fine un colpo di pennello ti svela la bella storia d’amore.

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