Provocazioni

La superga sarà almeno quarantacinque, se non quarantasei. Sotto al divisorio, che finisce in basso a un palmo da terra, la punta destra sporge dalla mia parte. Rompe un equilibrio. É ingiusta. Mi distrae e mi impedisce di pisciare come si deve. Gli do un calcio con il piede sinistro ma non lo prendo bene, e anzi finisco per pisciare di fuori, il che non va per niente bene: io ci sto attento, a queste cose.

Il piede di quello stronzo si è poco poco spostato, ma ancora sta nel mio spazio. Non va bene, non va bene per niente. Finisco di pisciare, mi pulisco la punta con un pezzetto di carta – ne faccio scorrere sempre un po’ a vuoto, prima, per non rischiare di mettere le mani dove le ha messe qualcun altro – mi chiudo la zip e quello sta ancora lì che sconfina e va punito perciò stavolta prendo bene la misura e gli piazzo una bella calcagnata.

Esco e lo sento che bestemmia me lo figuro che si riassetta ancora sgocciolante – che schifo – e aspetto mentre armeggia con la chiusura ed esce imbufalito “checcazz…”

É un gigante di più di uno e novanta. Non è solo alto, è proprio massiccio. Gli arriverò sì e no all’altezza dei capezzoli, si starà meravigliando del piccoletto che lo guarda senza espressione.

Eppure, la “o” di “checcazzo” gli è rimasta in gola. Succede sempre così, quando gli sguardi si incrociano e l’altro occhio vede un occhio cattivo. Molto cattivo. Quasi sempre basta.

É bastato anche stavolta. Ha sfondato con un cazzotto la porta rimasta aperta dopo che è uscito, si è girato e se n’è andato, sforzandosi di non zoppicare.

Io lo so, come è andata: si è detto questo adesso lo ammazzo poi si è raccontato ma che faccio mi comprometto in fondo è uno incontrato all’autogrill chi lo vede più e non si è voluto dire la paura che ha avuto. Sono fatti così, grandi grossi e vigliacchi.

É una sfortuna, per loro, quando hanno una donna vicino. Ce ne sono di due generi: quelle che li tirano per un braccio e li supplicano di lasciar perdere non ti rovinare lascia stare e quelle che li incitano ma come si è permesso sto stronzetto e il buffo è che il risultato è lo stesso. La donna che lo trattiene la prendono come ehi donna queste sono cose da uomini c’è qualcosa che vale più della convenienza ed è la dignità quindi fatti da parte donna. La donna che lo incita, invece, lui qualche volta lascerebbe pure perdere ma come si fa con questa assatanata che poi mi sbomballa tutta la settimana e perché non gliel’hai fatta vedere a quello che razza di uomo sei. Le donne: una rovina in ogni caso.

L’ultima è stata alla cassa del supermercato. Stavo in fila, una lunga fila, appresso ad un carrello fermo, strapieno e orfano. Ho aspettato al mio posto finchè non si è fatto un vuoto consistente tra il carrello abbandonato e quelli che proseguivano verso la cassa. Avevo solo una confezione di birrette. Belghe: buone sostenute consistenti. L’ho superato.

Arriva una di quelle che se la tirano senza averne i presupposti e comunque a suo modo poteva pure sembrare attraente con la maglietta attillata e gli stivali di pelle grigia che sembravano tutt’uno con i pantaloni aderenti. Ben truccata, quasi fine nei lineamenti, non fosse stato per la voce profonda e stridula da borgatara buzzicona ahò e me sei passato avanti qua ce stavo io.

Sono uno gentile: me l’avesse chiesto per favore l’avrei pure fatta passare.

Forse.

Non è detto.

Comunque.

Invece è arrivato il ganzo che ha posato nel carrello due bottiglie di whiskey finto strafico e invece sono da poveracci vorreimanonposso. Gente senza classe.
Ha fatto a lei: che c’è? E quella sto scrocchiazzeppi c’è passato davanti e manco s’è degnato de ‘na risposta.

Senti tu, mi fa quello. Alto e grosso pure lui, palestrato e tatuato e, assodato che non me lo filo, mi pianta la manona pesante sulla spalla.

Ci ho messo niente a girarmi, arrotolargli il braccio dietro la schiena e spezzargli il polso. Per lei è bastato uno schiaffone di rovescio con la mano dove tengo l’anello a cobra che mi sono fatto da solo, bello arrotato che qualche punto servirà.

Non mi ci sento bene, in queste situazioni, così le mie birrette belghe le ho lasciate lì e me ne sono andato.

Comunque, io non me le vado a cercare.

Reagisco se provocato.