Il capitale umano (Paolo Virzì)

Quello che si chiama un film riuscito, ben fatto, che si vede con soddisfazione.
Il tema delle due famiglie di livello sociale e culturale diverso, che permette di esplorare i diversi contesti sociali e le contraddizioni che nascono, accompagna Virzì dai quasi esordi di “Ferie d’agosto”.
Qui c’è in più un vero giallo con un morto in un incidente che si rivelerà colposo, anche se classificarlo “thriller” come fa Mymovies mi è sembrato eccessivo.
Il racconto si svolge in una spirale in cui la storia, vista volta a volta dal punto di vista di un personaggio diverso, si arricchisce di particolari che confermano o sviano rispetto alle precedenti ipotesi. Il meccanismo è bel oliato – addirittura “troppo”, a tratti – dalla sceneggiatura.
Gli attori: tutti bravi, gran parte del meglio del cinema italiano. A voler cercare il pelo nell’uovo forse lo spiritello commedia all’italiana ha reso Bentivoglio anche troppo gaglioffo, mentre tutti sopra la media gli altri – Valeria Bruni Tedeschi, Luigi Lo Cascio, Valeria Golino – con una citazione particolare per Fabrizio Gifuni che a me è parso semplicemente perfetto.

Still life (Uberto Pasolini)

Un omino piccolo e buono, senza una vita privata, tutto dedito, da un triste ufficio comunale di un quartiere londinese, a rintracciare i parenti di persone sole, decedute.
Svolge il suo lavoro con passione e sollecitudine, ovviamente – scontato in questo tipo di personaggi – con meticolosità vicina all’ossessività per i particolari, e perciò gli oggetti tutti perpendicolari sulla scrivania, etc.
Una nuova morte, un nuovo incontro, potrebbe cambiargli la vita.
L’happy end ci è risparmiata, ma non ci è risparmiato un finale che ho pensato lo avrà obbligato il produttore. Invece il produttore è lo stesso regista, che sta nel cinema – ho scoperto – principalmente proprio come produttore, e produttore di fiuto, visto che suo è stato Full Monty.
Peccato che nel duello tutto interiore che io immagino essersi svolto fra regista e produttore abbia prevalso il produttore, e il regista/sceneggiatore non si sia affidato ad un altro sceneggiatore per un finale diverso.
Gli ultimi due minuti, solo quelli.
Comunque visto volentieri.