Il weekend (Peter Cameron)

Un nuovo amore che può far ripartire, ad un anno di distanza da un’insopportabile perdita.

Conosciuto da poco, e quindi non c’è stato tempo nè modo di spiegare che gli amici presso i quali stanno andando a passare il weekend sono amici speciali, perchè lui era il fratello dell’amore morto.

E nemmeno di spiegare che l’amore precedente, ancora presente – e come potrebbe essere altrimenti? – nel ricordo e nella pelle, è morto proprio lì, lì dove stanno andando per il weekend.

Non solo: è morto proprio un anno fa.

Perciò, un nuovo amore appena nato, con già qualche handicap iniziale – la differenza di età e condizione sociale – si confronta con una vita passata, un’importante vita passata, proprio nel primo anniversario della morte.

Non sarà facile.

Il problema Spinoza (Irvin D. Yalom)

Di Yalom, che prima non conoscevo, un amico mi regalò qualche anno fa “La cura Schopenauer”, che mi piacque abbastanza.

Così, quando mi sono trovato davanti, in libreria, “Il problema Spinoza”, con lo stesso accattivante formato e colore, mi sono detto perchè no, in fondo di Spinoza so poco, se sarà riuscito come con Shopenauer a renderne il pensiero in un intreccio ben congegnato…

Si intrecciano due storie: quella di Spinoza, giovane brillante studioso della comunità ebrea di Amsterdam, destinato ad alti traguardi, ma che non si piega alle tradizioni e alle verità consolidate, vuole ricercare liberamente, e per questo – a ventitrè anni – viene espulso dalla comunità, con una formula tale che nessuno degli ebrei potrà più nemmeno rivolgergli la parola.

L’altra stora è quella di un ancor più giovane – diciassette anni – allievo di un liceo estone, Rosenberg, a cui il preside, ebreo, a fronte di espressioni violentemente antisemite, impone la lettura di Goethe, che di Spinoza fu grande estimatore.

Per tutta la vita Rosemberg, che diventerà uno dei nazisti più feroci, sarà ossessionato dal “problema Spinoza”: come era possibile che un ebreo avesse scritto cose di tale profondità che lo stesso Goethe ne aveva tratto ispirazione?

Si alternano, così, i dialoghi serrati di Spinoza con i suoi amici che di nascosto lo vanno a trovare con le ossessioni di Rosemberg e lo sviluppo del nazismo.

La scrittura scorre fluida, sempre piacevole, ma la costruzione d’insieme mi arriva un po’ artefatta. Vedo che Yalom ha scritto anche un “Le lacrime di Nietzsche”, a cui, nonostante la mia curiosità su Nietzsche, di cui ho ammirato la forza della scrittura, dubito vorrò avvicinarmi.

Di tutte le ricchezze (Stefano Benni)

Conobbi l’esilarante scrittura di Benni sulle pagine del Manifesto. Poi ne ho seguito, più perplesso che altro, le scelte verso la poesia, i racconti, i romanzi.

Mi piacque molto “La compagnia dei celestini”. Non riuscii invece ad apprezzare – tra i pochi libri “lasciati” – i più noti “Terra” e “Il bar sotto al mare”.

Ricevuto in regalo “Di tutte le ricchezze”, l’ho letto piacevolmente, molto piacevolmente.

Come a volte mi capita, a distanza di qualche mese, ricordo poco della storia. Qualcosa di più ricordo del “tono” di alcuni personaggi, come Martin, l’anziano professore protagonista, ritiratosi sull’appennino, probabile alter ego di Benni, di cui mi piace qui trascrivere le ultime righe:

E penso a te che mi hai ascoltato. E mi hai reso diverso, nei mille pezzi di specchio, perchè sarò diverso ogni volta che mi rileggerai, e diverso per ognuno che mi leggerà, svogliato o rapito. Questo è il segreto dei libri, la loro vita indomabile.