La trama del matrimonio (Jeffrey Eugenides)

Quasi cinquecento pagine che scorrono, scorrono. Scorrono senza picchi e senza banalità, civettando tra i “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes e le atmosfere – sempre esplicitamente citate – da Jane Austin.
Potrebbe anche bastare, per giustificarne la lettura.

La descrizione di un amore in cui uno dei partner è affetto da disturbo bipolare – alternanza di periodi di depressione e di eccitato iperattivismo – è forse la parte migliore. A me è sembrata molto molto credibile. Vicina alla realtà. Che pure, per fortuna, non ho avuto occasione di incontrare.
Uno degli elementi che mi dicono di un libro hai fatto bene a leggerlo è quando sei vicino alla fine e hai voglia, proprio voglia, di sapere come va a finire.
Perchè i romanzi, come la vita, finiscono. E non è l’ultima delle ragioni per cui amiamo tanto leggerli.
Bene: il piacere maggiore mi è venuto proprio dalle pagine finali, in cui scivola una soluzione piana, con una propria bella coerenza che non si può dire inaspettata ma nemmeno attesa.

Pilar a Viterbo

In uma bella e spaziosa libreria, concerto di Pilar a sostegno di “Caffeina”, un’associazione culturale viterbese.
Pilar ha una voce con un’estensione come poche, e canta con vera intensità le sue canzoni non facili.
Pilar
È una di quelle cantanti che interpreta anche con il corpo, e in un momento questo è vero anche alla lettera: le mani sullo sterno come una percussione dal dentro.
Mi è mancata, paradossalmente, la musica. E non certo perchè fosse accompagnata da un solo, bravo, chitarrista: anche Petra Magoni canta con il solo contrabbasso. Mi è mancata la melodia. O meglio: le note mi arrivavano quasi disallineate dalle parole, come pretesti per vocalizzi di sapore jazz senza che di jazz si tratti.
Ma forse è proprio l’intenzione di Pilar, che ha presentato il nuovo album “Sartoria Italiana Fuori Catalogo”, proponendo “sartoria” come artigianato e “fuori catalogo” come musica fuori schema.
Sarà, ma il momento di emozione a me è arrivato con l’unica canzone non sua, ed era “Con Toda Palabra”, della cantautrice spagnola Lhasa de Sela.
Il che mi ha tolto il dubbio che solo con le canzoni da lei scritte potesse raggiungere tale intensità. Quindi, perchè non proporsi di più come interprete?