“Veritare” e mentire

Un amico mi ha girato una mail di tale Ennio Montesi, che propone di introdurre, nella lingua taliana, il termine “veritare”: io verito, tu veriti, etc…

Sostiene il Montesi: se esiste “mentire”, perchè devo usare locuzioni come “dire la verità” e non avere a disposizione un termine più diretto, come appunto potrebbe essere “veritare”?

La considerazione mi è sembrata interessante. Fatta una rapida ricognizione nelle lingue che minimamente frequento, senza certo padroneggiarle, mi sono reso conto che anche per l’inglese ed il francese la sitazione è la stessa: “tell the true” e “lie” per l’inglese, “dire la vérité” e “mentir” per il francese.

Mi sono allora fatto aiutare dal traduttore di google, e sono rimasto sorpreso di constatare che per lo spagnolo si ha “decir verdad” e “mentira”, per il russo “говорить правду” e “ложь”, per il tedesco “die Wahrheit zu sagen liegen” e “liegen”.

Che cosa se ne può dedurre? Non lo so.

D’altra parte, il linguaggio non nasce per caso, e se in tutte le lingue (rectius: in alcune importanti, finora) per mentire basta una parola e per dire la verità ce ne vogliono tre….

Dubbio e paradosso

Partecipo all’iniziativa della Dante Alighieri “Adotta una parola”. http://adottaunaparola.ladante.it/

Avevo scelto “dubbio”, ma è risultata già adottatta. Ne sono perciò diventato, secondo le opzioni proposte da chi l’iniziativa ha costruito, “sostenitore”.

Il dubbio è la mia unica certezza. Trovo anche che questo sia un bellissimo paradosso, altra parola che ho trovato già adottata.

Silenzio

Il silenzio NON è più importante delle parole.

E il silenzio NON è l’elemento più significativo in un brano musicale.

Intollero (questa starebbe bene in un rapporto di pubblica sicurezza) le frasi fatte per forza intelligenti.

Prigioniero / Ostaggio.

Aggiungo una categoria – “Le parole sono importanti” – al blog.

Parto dal recente scambio un israeliano / circa mille palestinesi. Già scrivere la frase che ho appena scritto non è stato facile. In effetti “israeliano” è riduttivo. Anche “circa mille palestinesi” lo è.

Ecco alcune possibili espressioni che intendono descrivere lo stesso fatto:

1) caporale israeliano preso in ostaggio dei palestinesi rilasciato in cambio di 1000 terroristi palestinesi

2) invasore israeliano preso prigioniero dai palestinesi rilasciato in cambio della liberazione di 1000 patrioti palestinesi.

Ostaggio / prigioniero. Terroristi / patrioti. Sono solo le parole che più immediatamente rendono i diversi punti di vista.

Si possono certo trovare sfumature meno drastiche: mi vengono in mente “catturato/i”, “detenuto/i”,…

Forse, quando entrambe le parti avranno trovato una sola parola che definisca le due condizioni, la pace sarà più vicina.

Le parole sono importanti.

Questa è l’acqua (David Foster Wallace)

Racconti. Mi rendo conto, a distanza di una decina di giorni da quando ho finito di leggerli, che di nessuno ricordo la trama. Di tutti ricordo i personaggi, le atmosfere, le situazioni. Può darsi sia questo uno degli elementi distintivi racconto / romanzo. Un racconto può non avere una vera e propria trama. Per quanto, i racconti di David Foster Wallace una trama ce l’hanno: è che a me è rimasto impresso altro. Una scrittura movimentata, allusiva e descrittiva insieme. Con tutta la gamma dall’ironia al sarcasmo. Ecco qua:

“Onassis, sul suo yacht …. rimugina davanti a un succo di sedano nell’angolo bar, seduto su uno sgabello di teak. Il sedile dello sgabello e la superficie del bancone sono rivestiti di raffinatissima pelle grigiazzurra ricavata dallo scroto di capodoglio sotto la supervisione personale della signora O. Onassis gira i cubetti di ghiaccio con il grosso dito.”

Da rileggere, prima o poi.

Il clan dei Mahé (George Simenon)

Una gran fatica, arrivare alla fine. Sconcertante. A voler trovare un tema, un senso: un  medico trascinato da una passione che nemmeno è una passione per una adolescente appena intravista con la quale nemmeno parlerà mai. Una vita monotona che trova un’occasione per rigirarsi… sì, le atmosfere sonnacchiose di una provincia francese umida, ma che altro? Mi ha veramente detto poco, ma forse sono io a non aver trovato.