Essere una macchina (Mark O’Connel)

Alla scoperta di chi crede davvero alla possibilità di diventare immortale.

Sul serio.

Si chiamano “transumanisti”. Banalizzerò un po’ qualche concetto, per miei limiti di conoscenza, ma gli assunti sui quali si basa questa visione del mondo sono stati prodotti da personaggi non banali, alcuni dei quali sono scienziati rispettati nei rispettivi campi di ricerca.

La mente fondamentalmente sarebbe un dispositivo per lo stoccaggio e la elaborazione di informazioni e il resto del corpo un accessorio di cui nel tempo si potrà fare a meno pur continuando a godere dei piaceri che può darci come se lo avessimo.

La fantascienza ha scritto tanto su questi temi. L’interesse del libro, molto piacevole da leggere, scritto da un giovane giornalista di Dublino, dal mio punto di vista non sta tanto nelle teorie, che a volte mi sembrano vere farneticazioni ma che ammetto possa essere solo per mia ignoranza, quanto nelle effettive realtà che intorno a queste teoria sono state costruite.

È un fatto che al mondo ci sono, oggi, quattro impianti per la crioconservazione, tre negli Stati Uniti e uno in Russia: per 200.000 dollari ci si può far conservare l’intero corpo, 80.000 basteranno per il solo cervello.

Costoro sono convinti che in un futuro le conoscenze e le tecnologia saranno così progredite che potranno essere richiamati in vita.

Fra i personaggi – persone vere – che l’autore ha incontrato e descritto mi è rimasto particolarmente impresso un tale che ha dato al suo camper la forma di una bara, lo ha chiamato “Immortality bus” e ci ha girato gli Stati Uniti per candidarsi alla presidenza sotto allo slogan “sono contrario all’invecchiamento e alla morte”.

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