Less (Andrews Sean Greer)

Uno scrittore bravino ma rimasto di media tacca ci fa fare il giro del mondo fra un premio, un’intervista, un incarico per un articolo e altre attività proprie di un intellettuale integrale.

Il viaggio è anche un modo per sfuggire al per lui fatidico compimento dei cinquant’anni senza essere diventato nè ricco nè famoso, e per evitare di essere presente al concomitante, con il compleanno, matrimonio dell’amore della sua vita con un altro.

Molto gradevole, per la parte che riguarda l’Italia suona vero, senza gli stereotipi soliti, e ciò mi ha reso credibili anche le altre ambientazioni.

Sembra che a questi intellettuali integrali riesca quasi ad ogni tappa di instaurare una relazione a perdere: sarà perchè fra omosessuali maschi questo è più facile o più credibile? Me lo sono chiesto, mi sono chiesto che ragione ci fosse di disegnare il protagonista come omosessuale, e mentre me lo chiedevo mi dicevo ma non è che per il fatto che tu (io che scrivo qui) te lo chieda ti fa omo de pregiudizio?

Francamente non mi ci riconoscerei. Mi rinforzo però nella convinzione, che se qualcuno mi leggesse mi farebbe etichettare come politicamente scorrettissimo, che omosessuali ed ebrei (qui non c’entrano ma vale in generale per letteratura e cinema) siano sovrarappresentati rispetto alla effettiva presenza nel mondo. È solo un’impressione, non dispongo di dati, e se mi chiedo da dove mi venga questa impressione devo rispondere che mi viene dalla mia – forse troppo banale – esperienza di vita.

“Storia di un matrimonio” era più profondo, qui si è più divertito, e questo è un bene perchè mi sono divertito anche io.

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