Dimenticare (Peppe Fiore)

Una bella storia che si legge d’un fiato, un bell’esordio per Peppe Fiore, il cui “Dimenticare” ho comprato attratto da una fascetta di Nicola Lagioia, che stimo sia come autore di romanzi che come intellettuale in generale.

Tra Fiumicino, il Messico e l’Abruzzo, il protagonista Daniele cerca di proteggere come può l’improteggibile fratello Franco – e per un po’ ci riesce pure – da malviventi di mezza tacca con i quali continua a non onorare per tempo debiti.

I personaggi femminili risultano di contorno, anche se bel delineati.

Il pregio maggiore è la scrittura pulita, senza fronzoli, distesa in capitoli brevi in ognuno dei quali succede qualcosa di significativo e resta aperto un dubbio a cui una risposta arriverà non troppo lontana.

Insomma un congegno perfettamente oleato dove ogni tassello va al suo posto al momento giusto. Troppo giusto, però. Tanto giusto che, per amore del congegno, il presupposto principale, la chiave della storia, che si scoprirà alla fine, risulta di una debolezza disarmante, perchè niente di tutto ciò che è accaduto prima ha dato nemmeno una minima traccia di “quel” modo di essere del protagonista.

Temo che l’essere Peppe Fiore anche sceneggiatore (si sa dalla terza di copertina) abbia fatto prevalere il gusto della costruzione sulla necessità della coerenza interna dei personaggi.

Comunque, centonovanta pagine ben scritte e di gradevole lettura, lo aspetto al prossimo.

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