Al centro delle contraddizioni

“King David”: il più importante albergo di Gerusalemme

Dove ci siamo concessi una colazione lussuosa, e tutto sommato abbordabile, per una volta.

Su quel bricco ho lasciato gli occhi...

Oggi qui vengono ricevuti i capi di stato. Nel 1946 era la sede del comando inglese, che aveva il protettorato sulla Palestina per conto dell’ONU. Un gruppo indipendentista guidato da Begin (sarà poi – 1977/83 – primo ministro israeliano) fece saltare un’intera ala dell’albergo. 94 morti.

La lapide che ricorda il fatto precisa che il comando inglese non volle tener conto dell’avvertimento ricevuto e non volle sgombrare l’edificio.

Comunque: coloro che provocarono questa strage, erano terroristi o patrioti? Com’è diversa la storia a seconda del punto di vista da cui la si guarda.

Yad Vashem: il museo dell’olocausto

Si trova in un edificio bello e severo. All’interno è vietato fare foto, ma davvero non viene voglia di farne. Queste sotto sono tratte dal sito ufficiale.

Tanti film, tanti libri, ma vedere tutto in fila, cronologico e con spiegazioni dal tono neutro sui pannelli che accompagnano le immagini, gli oggetti, le storie raccontate dai sopravvissuti, fa proprio male.

Ho imparato alcune cose nuove:

  • ero convinto che la stragrande maggioranza degli ebrei uccisi fossero tedeschi, mentre i tedeschi furono poco meno (difficile anche usare le parole: scrivere “meno”, anche solo per spiegare, mi sembra incongruo) di 200.000, mentre i polacchi circa 3 milioni, i russi quasi un milione, i rumeni circa seicentomila…..Mi colpisce che nessuno sia stato ucciso nei paesi del nord Africa, con l’eccezione di 5mila in Tunisia.

Per ogni stato: in blu numero ebrei residenti "prima", in nero numero ebrei uccisi.

  • durante le persecuzioni, gli stati occidentali in gran parte chiusero le frontiere. L’Australia dichiarò di essere un paese privo di problemi razziali e che non voleva importarne. Una nave carica di profughi arrivò a Cuba, con l’intenzione di arrivare agli Stati Uniti, ma fu costretta, dal rifiuto degli Stati Uniti di accoglierla, a tornare in Europa.
  • anche dopo la fine della guerra, e la conoscenza, ormai, dei campi di sterminio, una nave diretta in Palestina fu dirottata a Cipro e i profughi furono rinchiusi in un campo inglese.

Mi rinforzo in una convinzione: non ci sarebbe oggi uno stato di Israele se non ci fosse stato l’Olocausto. I palestinesi pagano oggi per la ferocia prima e l’avarizia poi dell’intero occidente.

 

4 risposte a Al centro delle contraddizioni

  1. Stefano scrive:

    Toscanini? Mai sentito nominare, chi sarà mai stato? Ma insomma, mi pare che lei abbia principalmente voglia, piuttosto che di confrontarsi, di impartire lezioni. Pazienza.

    Comunque, io so che lo stato di Israele fu proclamato da Ben Gurion nel 1948, dopo la fine del protettorato britannico. Forse sono male informato, lei può indicarmi altre fonti?

    E, quando scrive “arabi”, forse intendeva “palestinesi”, giusto? Perchè mi pare che gli arabi siano sparso in diversi stati. o no?

    • Viva Israele scrive:

      Forse le sembra che voglia impartire lezioni, in realtà sto provando a dare informazioni e a fornirle spunti. Israele venne formalmente proclamato il 15 maggio del 1948, ma non nacque dalla sera alla mattina. Le notizie che le ho fornito servano a farle comprendere quanto lungo sia stato il processo di nascita dello stato ebraico, paragonabile a quello percorso dai Savoia per unificare l’Italia forse.
      Cerco sempre di parlare di arabi e non di palestinesi: primo perché fino al 48 i palestinesi erano gli ebrei e gli arabi erano arabi e basta. Anczi le dirò di più, fino al 67 non si parla mai di palestinesi come li intendiamo oggi e ancora nel 1974 un dirigente dell’Olp, Zahir Muhsein, dichiarò a un giornale olandese
      “il popolo palestinese non esiste, il popolo palestinese è stato creato per ragioni strategiche in funzione antisionista, ma non appena avremo conseguito la distruzione di Israele non aspetteremo un solo momento ad unirci al popolo arabo di cui facciamo parte.”
      Per non parlare poi delle rivelazioni fatte da Ion Mihai Pacepa, ex-capo della Securitate rumena, nel suo libro “The Kremlin Legacy”: in un giorno del 1964, « fummo convocati a una riunione congiunta del KGB a Mosca ». Il soggetto della riunione era di estrema importanza: « si trattava di ridefinire la lotta contro Israele, considerato un alleato dell’Occidente nel quadro della guerra fredda che conducevamo». La guerra araba per la distruzione di Israele non era suscettibile di attirare molti sostegni nei « movimenti per la pace », satelliti de l’Unione Sovietica. Dovevamo ridefinirla. Era l’epoca delle lotte di liberazione nazionali. Fu deciso che sarebbe stata una lotta di liberazione nazionale: quella del “POPOLO PALESTINESE”. L’organizzazione si sarebbe chiamata OLP: Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Alla riunione parteciparono membri dei servizi siriani e egiziani. I Siriani proposero il loro uomo, come futuro leader del movimento : Ahmed Shukairy, e fu accettato. Gli Egiziani avevano il loro candidato : Yasser Arafat. Quando fu chiaro che Shukairy non sarebbe stato all’altezza della situazione, fu deciso di rimpiazzarlo con Arafat, e, spiega Pacepa, costui fu “fabbricato”: abbigliamento da Che Guevara medio-orientale, barba di tre giorni da avventuriero. «Dovevamo sedurre i nostri militanti e i nostri contatti in Europa».

      • Anonimo scrive:

        pure questa non la sapevo, grazie.

        Non vorrei però passare da ingenuotto: ha l’aria di una di quelle notizie “confezionate”. Come è esposta può essere verosimile, ma francamente non ho mai sentito parlare, a parte che di Arafat, di alcuno dei personaggi citati.

        Immagino lei conosca anche “L’invenzione del popolo ebraico”, di Sholomo Sand.

        A cui sono arrivato dopo tanta letteratura ebraica, che amo, a partire da “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz, che credo renda il senso della costruzione dello stato di Israele.

        Con l’occasione: la mia curiosità per Israele è nata dalla convinzione, che ad un certo punto mi sono fatta, che Israele sia il paradigma ed il crogiuolo più vivo della storia dell’Europa, che già dai romani ma in epoca moderna almeno da Cristoforo Colombo è stata, finora, predazione di Asia e Africa (oltre alle predazioni “reciproche”).
        Quindi ho pensato che saperne qualcosa di più dal vivo mi avrebbe fatto capire qualcosa di più del nostro mondo.
        La ricerca continua…

  2. Viva Israele scrive:

    E qui commette l’errore più macroscopico di tutti: lo stato ebraico nasce molto prima del 1948 e della Shoah!Shoah e nascita di Israele non sono correlati!
    Il sionismo nasce ben prima delle persecuzioni naziste, nel 1897 grazie a Theodore Hertzl che era rimasto sconvolto dall’affare Dreyfuss del 1891. Hertzl nel 1896 pubblicò Der Judenstaat (Lo stato Ebraico) dove propugnava ai governi europei l’idea che si creasse uno stato ebraico (in una qualsiasi colonia delle potenze europee), che sottraesse gli Ebrei alle persecuzioni antisemite in Russia e in europa.
    Si era alimentato con il pensiero mazziniano.
    Anche gli ebrei come gli italiani volevano avere un loro stato!
    Nel 1882 nascono i primi insediamenti a Zichron Yaakov. Nel 1901 nasce il primo Kibbutz a Degania. Nel 1909 nasce Tel Aviv.
    Tutto questo mentre la popolazione ebraica di Gerusalemme era la maggioranza.
    Nel 1936 nasce l’orchestra filarmonica israeliana e il primo concerto verrà diretto da Arturo Toscanini (non so se ne ha mai sentito parlare…)
    Eliezer Ben Yehuda, colui che riportò in vita la lingua ebraica facendola diventare di uso comune per tutti gli ebrei capì gia alla fine dell’800 che l’ebraico era il modo migliore di amalgamare persone che provenivano da diverse realtà e cominciò a parlare solo in ebraico, inventando nuovi vocaboli e consegnandoci oggi una lingua più viva che mai.
    Gli arabi possono solo ringraziare la loro avversione, o meglio il loro odio nei confronti degli ebrei se non hanno ancora uno stato.

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